Informazioni Turistiche su Trapani

Nella zona occidentale della Sicilia sorge Trapani, detta “città dei due mari” perché con la sua forma allungata cosiddetta a falce fa sì che possa essere bagnata a nord dal mar Tirreno e a sud dal Mar Mediterraneo.

Facilmente raggiungibile grazie anche all’aeroporto “Vincenzo Florio” nella zona di Birgi, che dista solo 18 Km dal centro storico e dal porto, dove da qui in poco più di mezz’ora di aliscafo si possono raggiungere le isole Egadi, un arcipelago formato da tre grosse isole principali, Favignana la più grande, Levanzo e Marettimo la più distante. Esse fanno parte di un’area marina protetta, e quindi si può facilmente comprendere come la zona possa regalaci un paesaggio naturale e incontaminato, con un mare cristallino dai colori unici.

Dal porto di Trapani percorrendo 10 km si sale sul monte San Giuliano dove troviamo Erice, un antico borgo medievale, meta di numerosi turisti provenienti da tutto il mondo, grazie anche alla presenza del centro di cultura scientifica “Ettore Majorana “. Passeggiando per le viuzze di Erice, possiamo imbatterci in sensazioni meravigliose, come se ci trovassimo in un luogo incantato con l’aria fresca, la vegetazione rigogliosa ed un silenzio che a volte sembra parlare.

Riscendendo a valle e percorrendo ancora 30 km ci ritroviamo in un’altra meravigliosa realtà, San Vito lo Capo, antico borgo marinaro dove si trova la spiaggia più bella della Sicilia, oltre un kilometro di sabbia bianchissima che si estende su di un mare cristallino ed unico, racchiusa come una perla tra Monte Cofano e la riserva naturale dello Zingaro.

Il nostro viaggio continua ancora, e ha come meta Segesta. Antichissima città sul monte Bàrbaro, fondata dagli Elimi, era una delle principali città del bacino del Mediterraneo, distrutta poi intorno al 307 a. C. Oggi quello che resta è il Tempio, uno dei monumenti più maestosi e perfetti a noi giunti dall’antichità. Fortunatamente il tempo ha conservato intatte le 36 colonne in calcare. Poco più su troviamo il Teatro, costruito alla fine del terzo secolo a.C., tipico dei teatri greci è in grado di contenere circa 4000 persone. Ancora oggi estate è possibile rivivere l’antica magia del teatro greco, grazie alle rappresentazioni che si svolgono all’alba.

Trapani: La città

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Sulla punta estrema della città troviamo la Torre di Ligny che oggi è sede del Museo della Preistoria, mentre un tempo era una delle roccaforti difensive di Trapani e per raggiungerla è necessario percorrere una stretta strada che ha la meravigliosa particolarità di essere bagnata da due mari. Poco distante dalla torre si snodano a Nord le suggestive Mura di Tramontana e a Sud sorge un piccolo porto dove numerosi pescatori sono soliti fermarsi con le loro piccole barche con le quali continuano la tradizione più antica della città, la pesca.
Nei pressi di questo porto peschereccio si trova il Villino Nasi dove il ministro Nunzio Nasi amava dimorare; la villa è in stile Liberty e i suoi interni contengono interessanti arredi d’epoca, ritratti, fotografie ed altro.
La Colombaia è un altro simbolo della città di Trapani. Quest’ultima sorge su una piccola isola, di fronte al porto di Trapani. Il nome di questa isola originariamente era Piliade. Le origini della Colombaia sono avvolte dal mistero, difatti sono diverse le versioni ma la più accreditata ci dice che fu costruita nel 480 a. C. dai trapanesi che si erano alleati in guerra con i Cartaginesi per sconfiggere i Greci. Nel 1849 la Colombaia fu adibita a carcere e nel 1965 fu abbandonata.
Continuando la scoperta del centro storico si noterà che questa parte della città è stata chiusa al traffico e sembra essere un vero e proprio “salotto” per Trapani. Le strade principali sono: Corso Vittorio Emanuele ( l’antica Loggia), Via Torrearsa e Via Garibaldi. Qui è tutto un susseguirsi di edifici storici dal valore artistico elevato. C’è Palazzo Cavarretta (oggi sede del Municipio di Trapani con un’affascinante facciata in stile barocco), la Cattedrale, uno dei più belli edifici sacri della città, Palazzo Riccio di Morana, Palazzo San Rocco, Palazzo Riccio di San Gioacchino, Palazzo Lucatelli e la Chiesa del Collegio. Poco distante troviamo la Chiesa del Purgatorio che si trova nell’omonima piazza. In essa sono custoditi i gruppi sacri dei Misteri che il Venerdì Santo di ogni anno danno vita all’omonima processione che richiama visitatori di tutto il mondo. Continuando la nostra passeggiata lungo Via Garibaldi, e attraversando una scalinata, arriviamo alla Chiesa di San Domenico e al suo convento. Da via Torrearsa possiamo invece visitare la piazza di Sant’Agostino con relativa Chiesa, molto particolare per il rosone che mostra nella parte centrale. In questa stessa piazza si trova anche la Fontana di Saturno. Da Corso Italia si arriva alla Chiesa di San Pietro. Un altro caratteristico punto della città di Trapani è il lungomare, che inizia con Piazza del Mercato del Pesce. Altri monumenti significativi della città sono la Fontana del Tritone in Piazza Vittorio Emauele e il Santuario dell’Annunziata con il Museo Pepoli famoso per la collezione di coralli, pescati un tempo nel mare trapanese.

Le Saline di Trapani

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Da tempo immemorabile Trapani è legata all’industria del sale, pare infatti che già i Fenici producessero e commerciassero sale. Nei secoli, con alterne vicende l’industria del sale è arrivata fino a noi, producendo, oltre che il sale, un ambiente non naturale ma splendidamente integrato con la natura, quello delle saline. L’ambiente delle saline, costituisce una particolare nicchia ecologica in cui si può praticare la piscicoltura ed in cui prosperano organismi amanti degli ambienti sovrasalati, oltre ad uccelli di tutti i tipi. Se ne coglie appieno la bellezza soprattutto al tramonto: quando cala il sole, ognuna delle vasche assume una tonalità diversa, dal rosa intenso al rosso e al dorato. Guardandole, in quei pochi attimi prima che tutto finisca, vedrete, come per magia, colori e sfumature che si inseguono l’un l’altro. L’attuale zona coperta da riserva va dal porto di Trapani a Salina Grande.

Isole Egadi

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La Riserva Marina delle Isole Egadi offre ai visitatori paesaggi marini e terrestri di straordinaria bellezza che si fondono armonicamente con testimonianze storiche e archeologiche. Levanzo, la più vicina alla costa, è un piccolo borgo marinaro, le cui acque cristalline hanno fatto da sfondo alla storica battaglia delle Egadi. La Grotta del Genovese, con graffiti e pitture di epoca preistorica, è raggiungibile con una piacevole passeggiata. Favignana, sito turistico, è l’isola maggiore e basava la sua economia sulle cave di tufo e sui prodotti legati alla pesca del tonno, la cui mattanza è oggi condotta saltuariamente. Da non perdere le escursioni alle rinomate “cala azzurra” e “cala rossa”. Marettimo è l’isola più distante e la più selvaggia. Sentieri di notevole interesse paesaggistico si snodano tra le testimonianze di antiche chiesette e fortilizi. Le sue acque, ricche di antri e grotte, sono un paradiso per le immersioni.

Erice

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Sulla sommità del Monte San Giuliano, in splendida posizione panoramica su Trapani, in silenzio tra le nubi, posa la città di Erice.
Se le origini di Erice si perdono nella nebbia del tempo, passeggiando tra le stradine acciottolate del borgo medievale sulla cima di monte San Giuliano, quella stessa nebbia lascia scoprire segni, simboli e leggende nate ben prima di punici, e romani che qui eressero un santuario dedicato a Venere, dea della Bellezza e dell’Amore. Sulle rovine del Tempio sorge ancora oggi il Castello di Venere, fortificato durante la dominazione normanna, adiacente ai giardini del Balio dominati dalle torri medioevali. Visitare Erice significa perdersi tra mille scorci di stradine basolate, fortificazioni, antiche chiese (la Matrice e Sant’Orsola, tanto per fare un esempio), conventi, botteghe artigiane (produzione di ceramica, dolci tipici, tappeti), pinete e giardini, per poi smarrirsi, sul bordo della cittadina, in panorami mozzafiato verso le isole Egadi, lo Stagnone, le Saline e i campi coltivati di tutta la provincia di Trapani.

Segesta

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Centro elimo ellenizzato, Segesta fa risalire le proprie origini ad Aceste, figlio della ninfa troiana Egesta che ospitò Enea durante le sue peregrinazioni. Di straordinario interesse è il maestoso tempio dorico del V sec. a.C., che si erge integro. Sulla cima del monte vi è il teatro greco che in estate si anima di manifestazioni di rilievo, da cui si gode un suggestivo panorama sulle vallate circostanti. Nel parco archeologico si trovano anche il grande Santuario di contrada Mango del VI-V sec. a.C., un castello, una chiesa medievale e i ruderi di un’antica moschea. Vicino Segesta, l’abitato medievale di Calatafimi, con il castello Eufemio e le ricche chiese, si caratterizza per i vicoli e le stradine di chiara matrice islamica. È sulla prospiciente altura di Pianto di Romano che si combatté l’aspra battaglia dei Mille.

San Vito Lo Capo

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Sulla costa nord occidentale della Sicilia distesa e racchiusa nella baia compresa tra la Riserva Naturale dello Zingaro ad Ovest e di Monte Cofano ad Est, sorge San Vito Lo Capo, una rinomata località balneare, soprattutto per la sua bellissima Costa che si apre in una baia e spiaggia incantevoli con un’acqua cristallina che si tinge di sfumature dall’azzurro chiarissimo al verde e al blu intenso. In questo luogo, luce, profumi e sapori si fondono dando vita ad un paesaggio dai colori tipicamente mediterranei e dai fondali suggestivi: basse case bianche rivestite di buganvillea e una spiaggia dalla sabbia bianchissima che si affaccia su un mare turchese. Fulcro del paese è la Chiesa Madre, dall’aspetto squadrato e massiccio che ricorda la sua nascita come fortezza saracena.

Riserva dello Zingaro

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Nata nel 1981, la Riserva Naturale dello Zingaro è la prima istituita in Sicilia, lungo la costa che da Scopello porta a San Vito Lo Capo. Nei sette chilometri di costa, natura, storia e tradizioni popolari s’incontrano regalando al visitatore uno scenario unico.

Lo Zingaro affascina per la sua aspra bellezza, per i colori del suo mare dalle bianche calette e dai riflessi turchesi, attrae il visitatore alla scoperta della natura incontaminata, della flora e della fauna locali, dei siti archeologici preistorici, dove le tracce dell’interazione tra uomo e natura, ieri come oggi, sono più che mai evidenti. Il sentiero costiero collega l’ingresso di Scopello a quello di San Vito Lo Capo.

 

Scopello ed i Faraglioni

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copello è un antico borgo marinaro che sembra sia sorto sul sito delle mitica città di Cetaria (il cui nome potrebbe derivare dall’abbondanza di tonni che popolano il mare nei pressi dei Faraglioni). La posizione riparata dei Faraglioni, ha fatto di questo luogo un importante punto di ancoraggio sin dall’antichità, cosa che si può evincere dal grande numero di reperti trovati sui fondali di questo specchio d’acqua. Si tratta di anfore e altri resti ceramici greci, punici, africani e spagnoli. Proprio per permettere ai visitatori di ammirare queste meraviglie nascoste, è stato istituito un percorso archeologico chiamato “Museo sommerso” in cui, attraverso una cima-guida che consente di seguire il senso logico dell’itinerario, è possibile ammirare i reperti presenti sul fondale, tutti adeguatamente etichettati e datati. L’antica tonnara di Scopello si data al XV secolo. Il paesaggio circostante all’antica tonnara è incorniciato da una rigogliosa vegetazione che profuma di zagara e finocchietto selvatico, e che porta direttamente ad una caletta dal mare splendidamente chiaro su cui dominano gli imponenti faraglioni. Il borgo attualmente esistente risale al XVII secolo e ospita un baglio seicentesco attorno a cui sorse un piccolo e suggestivo agglomerato contadino e la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Altrettanto carismatica è la baia di Guidaloca, una spiaggia dalla curiosa forma ad anfiteatro in cui la ghiaia bianchissima riflette i raggi del sole che conferiscono al mare tonalità e atmosfere incantevoli.

 

Mothya e lo Stagnone

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Davanti la costa marsalese, nella zona delle saline, alcune piccole isole si stringono a formare una laguna: è la Riserva Naturale Orientata Isole dello Stagnone. Tra queste, la più importante è sicuramente Mothia. Il suo ruolo nella storia non è indifferente. Per la sua posizione strategica nel Mediterraneo, i Cartaginesi ne vollero fare un proprio scalo commerciale. Purtroppo però Mothia subì le conseguenze della lotta tra Greci e Cartaginesi per il dominio sulla Sicilia. Quando fu attaccata e distrutta da Dionisio di Siracusa, i suoi abitanti si trasferirono sul promontorio antistante, dove sorse l’odierna Marsala. I resti della sua civiltà e della sua florida attività economica sono stati riportati alla luce da una lunga serie di scavi archeologici, soprattutto grazie all’opera di Giuseppe Whitaker che aveva precedentemente acquistato l’isola. Nella sua casa oggi ha sede l’omonimo Museo che raccoglie i reperti portati alla luce durante le diverse campagne di scavo.

 

Selinunte

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Selinunte, la città greca fondata nella seconda metà del VII secolo, è uno dei più ricchi e suggestivi parchi archeologici del mondo, il più grande dell’Europa. E’ situata su di una spianata alta circa 30 metri s.l.m., prende il nome dal Selinon, cioè il prezzemolo selvatico. Gli avanzi dell’Acropoli con le alte mura di difesa, le maestose colonne del tempio, l’imponenza delle rovine dei templi, offrono al visitatore suggestioni irripetibili, in un misto di sicilianità, grecità, mito e natura, e lo immergono nella storia di una città che ha vissuto momenti di grande sviluppo nel V secolo a.C. La località offre anche la bella spiaggia di Marinella di Selinunte.